BEN PIÙ DI UNA QUESTIONE ECONOMICA
“L’empio prende in prestito e non restituisce: ma il giusto è pietoso e dona” (Salmo 37:21)
La frode certamente esprime inganno, poiché disattende la promessa di restituire quanto chiesto in prestito. Tuttavia, essa rivela sostanzialmente una mancanza d’amore per il prossimo e per la testimonianza della Parola di Dio, alla quale si voltano le spalle. Perciò è classificata come empietà. Al di là di chi subisce una perdita materiale, non riavendo quanto ha prestato, la perdita più grave e profonda è quella di chi contrae debiti senza volerli estinguere. Il debitore fraudolento si pone in rivolta contro l’onore del Padre celeste che educa all’onestà i suoi figli. Così facendo causa un impedimento alla propria vita spirituale, al ricevere benedizione celeste. Infatti, se il creditore non recupera quanto gli spettava, potrà ritenere di aver fatto un dono e Dio gli provvederà da altre parti. Ma per l’empio non c’è altra via di benedetta risorsa al di fuori dell’obbedienza fiduciosa alla Parola del Signore.
Se fosse questa la nostra situazione, risaliamo dall’ingiustizia spirituale, volgendoci a Gesù che ci ha riscattato, pagando il nostro debito con la giustizia divina. Chiediamo grazia a Lui per saldare i debiti con gli uomini. Dio certamente ci benedirà!
Buona settimana con il Signore
Alessandro Cravana







