SOTTRAZIONE E BENEDIZIONE
“Ecco, il Signore, l’Eterno degli eserciti, sta per togliere a Gerusalemme e a Giuda ogni risorsa e ogni appoggio” (Isaia 3:1)
Quando abbondano le risorse nella nostra vita, facilmente siamo indotti a pensare che il nostro benessere dipenda da quelle, da certi luoghi, da contesti legati a provvidenze ed esperienze particolari. Non ci accorgiamo che di certi riferimenti, magari positivi per un tempo, ne abbiamo fatto l’appoggio su cui impiantare la speranza del nostro futuro. Allora, appena Dio agisce per sottrarci cose o persone per noi basilari, vacilliamo. Ci volgiamo ad altri sostegni illusori, ci alleiamo con nuovi eserciti ben addestrati a combattere per non lasciarsi portare via nulla, convinti che un credente benedetto è solamente un credente che riceve. Dobbiamo invece riconoscere che il Signore ha cura di noi anche separandoci da qualcosa. Talvolta, soltanto una divina privazione potrà riportarci ad arricchire e custodire la nostra eredità di fede in Cristo. La benedizione della chiesa non è soltanto nell’addizione: è pure sottrazione. Pertanto, se il Signore ci ha donato Sé stesso, qualunque cosa poi dovrà toglierci, potremo ribadire: “Sia benedetto il nome del Signore!”.
Buona settimana con il Signore
Alessandro Cravana







