La nostra storia

La testimonianza pentecostale giunse a Matera nel 1910, recata dal conterraneo Antonio PLASMATI, il quale rientrò in Italia con l'intento di portare con sé la famiglia negli Stati Uniti d’America. Ma còsì non avvenne, per desiderio di sua moglie di rimanere in Italia. Il Plasmati quindi sentì la necessità di frequentare una chiesa evangelica, dal momento che oltre oceano si era convertito al Signore, poco tempo dopo il risveglio spirituale iniziato nella comunità evangelica di Azusa Street, nella città di Los Angeles (USA).

A Matera era sorta, agli inizi del XX secolo, una comunità Battista per iniziativa di Luigi Loperfido, soprannominato per il suo abito "il Monaco Bianco". Il Plasmati cominciò a frequentare questa comunità Battista nella quale prese a testimoniare d’essere stato battezzato di Spirito Santo. A queste riunioni partecipava saltuariamente anche Giuseppina ZOLLO con suo figlio, provenienti da Ginosa, che aderendo all’invito, erano solidali con la testimonianza del Plasmati. Questo costò, dopo un po’ di tempo, l’espulsione dalla comunità Battista, in compagnia di altri quindici simpatizzanti, per divergenze dottrinali sul Battesimo nello Spirito Santo.

Fu così che il gruppo, rimasto senza un luogo da frequentare, si attivò per individuare un locale dove riunirsi. Dapprima gli incontri si svolsero in una stanza messa a disposizione dal locale “Albergo Lomonaco” in Via Roma, dove la Zollo alloggiava durante le sue visite a Matera.

Ben presto, aumentando il numero dei partecipanti (correva l’anno 1914), la stanza d’albergo divenne insufficiente, per cui fu necessario trovare un locale più ampio. Una credente emigrata in America, Angela CARONE, informata della necessità, concesse in uso la sua casa di Matera. L’abitazione, ubicata in Via Muro pur non molto accogliente consentì lo svolgersi dei culti fino all’aprile del 1917, anno in cui la proprietaria fu costretta a vendere quel locale.

Fu cercato ed aperto un nuovo locale, adibito esclusivamente alla celebrazione del culto al Signore e di tutte le attività comunitarie ritenute utili dai responsabili. Era situato in Via Tre Corone, nel mezzo di una gradinata che conduceva ai Sassi partendo dall’attuale Via delle Beccherie, conosciuta come "la chiesa del Pappagallo", perché sottostante un negozio gestito da una famiglia che portava tale soprannome per via di un grosso pappagallo che allietava con il suo verso il loro negozio. Fu quello il primo locale di culto della “Chiesa Evangelica Pentecostale” a Matera, frutto dell'impegno zelante dei fedeli dell’epoca. Questo locale di circa 70 mq., classico “lamione” scavato nel tufo senza aria e luce, disponeva di una sola porta con un’apertura soprastante. Fu utilizzato fino all’aprile del 1935, data in cui, per ordinanza del Prefetto, venne chiuso in esecuzione della circolare Buffarini-Guidi che durante il regime fascista etichettava ingiustamente i pentecostali come “elementi che ponevano in atto pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza.”
Terminata la guerra, timidamente, per via della citata circolare (sarà abrogata solo nel 1955), ripresero le riunioni di culto nel locale "del Pappagallo". Dopo poco, per divergenze dottrinali, si generarono due comunità e questo locale fu chiuso dai responsabili dell’epoca. Il gruppo più numeroso cominciò a riunirsi in case private messe a disposizione, a turno, da tutti i fedeli locali.

Michele ANDRISANI, che era stato il Pastore durante il periodo della persecuzione, aveva costituito la “Società per l’esercizio del Culto Evangelico” stipulata con atto del notaio Ottavio Lo Nigro. insieme con altri che furono fondatori della Società, nel 1949 acquistò un nuovo locale in Vico Lombardi. Il nuovo locale di oltre 65 mq. disponeva anche di un sotterraneo di pari ampiezza nel quale i fedeli si riunivano per pregare avendo maggiore libertà di lodare il Signore anche ad alta voce.

Nel 1950 con il contributo di Felice LISANTI e suo nipote Daniele IPPOLITO, in visita in Italia dal Canada, in questo locale si organizzò per la prima volta la Scuola Domenicale, già splendidamente affermata negli Stati Uniti, che avviava fanciulli e ragazzi dai tre ai diciotto anni, allo studio della Parola di Dio. La Scuola Domenicale era frequentata, in particolare, dai figli dei fedeli, ma aperta anche a chiunque lo avesse desiderato. Il nome “domenicale” era, naturalmente, derivato dall’unico giorno settimanale in cui si potevano svolgere le lezioni, ministrate da giovani scelti per la loro consacrazione e conoscenza biblica. Successivamente, nel 1954, si organizzarono corsi per la formazione degli insegnanti ad opera di Josephine FURNARI, valente missionaria italo-americana particolarmente dotata per l’insegnamento ai fanciulli. Dobbiamo sottolineare l’impegno dei fratelli coadiuvati da sorelle, che con zelo ed ardore svolsero un’opera d’evangelizzazione massiccia.

Le riunione di culto si tennero regolarmente in questo locale fino a tutto il 1955, perché con l’incremento della comunità, i fedeli erano costretti a schierarsi anche all’esterno del locale, nel capace atrio antistante l’ingresso.
A questo punto i responsabili, fra i quali vi era sempre l’Andrisani, dovettero cercare un nuovo locale, che fu individuato e acquistato in Vico 2° Emanuele Duni, locale di oltre 150 mq. Così la comunità ebbe un ampio locale in cui riunirsi, dove però mancavano aule per la Scuola Domenicale, che circa venti anni dopo fu alloggiata in un appartamento limitrofo preso in fitto.
Missionari provenienti da diverse nazioni, in particolare dagli Stati Uniti, visitarono la comunità riunita nel nuovo locale. Questo lavoro, svolto efficacemente, incrementò ulteriormente il numero dei fedeli lasciando intravedere, a breve, la necessità di un nuovo locale di culto.

Nel maggio del 1959 in città si svolse un’importante campagna evangelistica chiamata “LA BUONA NOVELLA” che vide coinvolti numerosi ed attivi missionari provenienti dalle più diverse località italiane, in particolare da Roma, con culti all’aperto o celebrati in una sala spaziosa, conosciuta come “SALA PARADISO”. Il nome risultò appropriato perché in essa si ebbero riunioni di grande spessore spirituale con benedizioni divine che videro numerosi nuovi convertiti. Il predicatore ufficiale per tutte le serate fu Roberto BRACCO, che ha lasciato un segno indelebile nel movimento Pentecostale Italiano, affiancato dai fratelli Michele Gandolfo e Paolo Arcangeli che si occuparono della fase organizzativa e della conduzione dei culti.
I Pastori locali che così fattivamente s’impegnarono, coadiuvati da numerosi altri fratelli diaconi, furono: Michele ANDRISANI, Vito VITULLI e Paolo D’OPPIDO.

Il locale di Vico Duni si rivelò, nonostante la sua ampiezza, piccolo per il notevole sviluppo della comunità, tanto che lo spazio diveniva sempre di più insufficiente. Si cominciò a pensare alla reale necessità di costruire un ampio locale che, oltre ad accogliere il fiorente gruppo formatosi, fosse in grado di far fronte ai futuri e prevedibili sviluppi.
Infatti, il locale, in particolare la domenica era sempre gremito in ogni ordine di posti, e molti erano costretti a rimanere in piedi, accalcati al limite della capienza.

Nel 1966 si verificò una scissione, con l’apertura di un nuovo locale al centro della città, e Vico Duni, svuotata di alcuni membri, tornò ad essere appena sufficiente. Nel frattempo Andrisani decedeva in Canada, dove era emigrato, e Vitulli morì a Matera.
La comunità rimase affidata alla cura del D’Oppido fino al 1980. 
La crescita dei fedeli continuò sia nella prima sia nella seconda comunità. La divisione fu opportunamente ricomposta dopo pochi anni, ma i due locali c’erano e rimasero, e si rivelarono utili per contenere i fedeli che nel frattempo si erano moltiplicati fino a oltrepassare il numero di cinquecento persone. Il desiderio di costruire un nuovo locale era sempre vivo, ma la scarsità di mezzi non consentì di portare avanti il progetto che, nel 1967, fu rimandato a tempi migliori. 

Verso la fine del 1975 il Signore, nella Sua infinita bontà, utilizzò la presenza a Matera, dovuta a motivi di studio, della sorella Anna CRUGLIANO per suscitare un importante “risveglio”. Questa giovane sorella ebbe in cuore il desiderio di visitare e quindi incoraggiare giovani figli di credenti ad una frequenza più attiva delle riunioni di culto e ad intraprendere una relazione personale con Dio. Molti furono salvati, tanti battezzati nello Spirito Santo ed altri incoraggiati al servizio cristiano, intraprendendo molte attività con finalità spirituali; nacque un gruppo musicale, il “gruppo Amore”.                                                                                                        
Agli inizi degli anni '80, con la nascita delle radio private, iniziò le sue trasmissioni Radio Evangelo Matera nell’ambito di un programma nazionale. Grazie a Dio la stazione radiofonica continua tutt’oggi a trasmettere divulgando il messaggio dell’Evangelo attraverso l’etere. Questa opera, svolta con passione e sacrificio da un gruppo di giovani locali, è stato un 'ottimo strumento di edificazione per i fedeli che non possono raggiungere il locale di culto e di evangelizzazione per tante persone che trovano una parola di conforto nel messaggio dell’Evangelo e continuano a contattarci per chiedere preghiera o ringraziare Dio. Perfino alcuni detenuti del locale Carcere, ascoltando Radio Evangelo hanno chiesto di essere visitati per soddisfare il loro bisogno di conoscere il Signore.

La comunità di Vico Duni godeva, grazie a Dio di una costante crescita. Nel quindici anni successivi alla morte del Pastore D’Oppido, la comunità fu curata da diversi Pastori (Eustachio Cristalli, 2 anni – Saverio Eronia, 5 anni – Daniele Giacoia, 6 anni – Carmine Alba, per vari brevi periodi).

Il locale di Vico Duni continuava a vedere nuovi convertiti e nella seconda metà degli anni ’90 faceva sorgere impellente la necessità di un più ampio luogo per le adunanze comunitarie. Durante le riunioni speciali i fedeli erano stipati in ogni ordine di spazio inverosimilmente all’interno del locale. Spesso ne rimanevano fuori una cinquantina ed oltre, che in queste occasioni seguivano il culto attraverso amplificatori sistemati all’esterno del locale.

Iniziò un programma lento e laborioso teso alla costruzione di un nuovo e capiente locale, provvisto di parcheggio per le aumentate necessità dei fedeli specialmente la domenica. Le difficoltà sono state notevoli, come si potrà immaginare. I fedeli erano disposti, ma le possibilità economiche risultavano scarse e non lasciavano, ancora una volta, speranze concrete per realizzare la costruzione. allora si cominciò con il chiedere al Comune di Matera un suolo con diritto di superficie. Ma la richiesta, scritta e reiterata verbalmente numerose volte, sembrava non avere sbocchi.
Si verificava, nel frattempo, una svolta epocale nella conduzione della comunità fino a quel momento affidata ad un responsabile a tempo parziale, impegnato quotidianamente nel lavoro ordinario. Per la dimensione ormai raggiunta dalla comunità si avvertiva la necessità di un Pastore a “tempo pieno” che avesse appunto più tempo da dedicare alla cura dei fedeli.
Fu così che il Consiglio di chiesa, insieme al Comitato di Zona ADI di Puglia e Basilicata, attuarono una soluzione che non poteva più attendere. Assunse l’incarico di Pastore Carmine LAMANNA. Il suo ministerio unito all’esperienza maturata in incarichi precedenti, risultò l’anello mancante alla comunità locale, che ne trasse subito benefici sia spirituali che pratici.

Nel maggio del 1997 s’individuò un suolo in Via San Pardo ed il 16 luglio dello stesso anno si stipulava un compromesso con i proprietari, seguito dal regolare atto di acquisto
Dopo le formalità di rito, a febbraio del 1999 iniziarono i lavori di costruzione. Dopo qualche vicissitudine ed oltre un anno e mezzo di lavori, nonostante la scarsità di mezzi, ma frutto della fede, si verificò quello che possiamo definire un vero miracolo di Dio: il locale fu realizzato e dedicato al Signore il sette luglio 2001.
L'edificio, progettato con semplicità e sobrietà, dispone di un’ampia sala per la celebrazione dei Culti con vasto ingresso, aule per la Scuola Domenicale, la stazione Radio, locali di servizio ed un ospitale abitazione per il Pastore, nonché di parcheggio per oltre centotrenta autovetture in uno spazio recintato e di proprietà delle ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA.
Cogliamo l’occasione, utilizzando questo moderno canale, per rivolgere un caldo invito a visitarci, per constatare il frutto del lavoro svolto fino a questo momento, ed ascoltare il messaggio della Parola di Dio, in grado di trasformare ogni cuore.


Espansione del Movimento Pentecostale nella Provincia di Matera

I fedeli materani s’impegnarono ad evangelizzare anche le località della provincia e grazie a Dio nacquero comunità sparse in diverse località. A solo titolo di esempio narriamo come nacque una di queste comunità.

Correva l’anno 1952 quando una signora di Grassano, Rosa MAIORINO, fu costretta, causa un intervento chirurgico, a soggiornare nel capoluogo. Ospite in casa di sua sorella a Matera, credente evangelica, frequentò la comunità con interesse fino a convertirsi al Signore. Tornata a Grassano, parlò ad altri della sua esperienza, favorendo così il formarsi di un gruppo che ben presto ebbe bisogno di un conduttore. il Pastore Michele ANDRISANI, già pioniere in molti altri Comuni della provincia ed anche fuori della sua regione, portò avanti la sua missione fino al 1962, anno in cui emigrò, per motivi familiari in Canada, lasciando l’incarico ad altri.

Citiamo soltanto altre località in cui si diffuse nella provincia la testimonianza evangelica dando vita a piccole comunità e missioni a Montescaglioso, Miglionico, Grottole, Grassano, Stigliano, Accettura, Craco, Tursi, Colobraro, Gannano, Ferrandina, Policoro, Scanzano, Pomarico, Metaponto, Nova Siri. Altri numerosi agglomerati di campagna venivano visitati da un insegnante elementare, Giuseppe Quartana, mettendo a miglior frutto per il Signore le diverse destinazioni di insegnamento che gli venivano assegnate.

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