FOCACCE NON RIVOLTATE
“Efraim si mescola con i popoli, Efraim è una focaccia non rivoltata” (Osea 7:8)
Efraim, una delle dodici tribù d’Israele, è paragonata a una focaccia cotta da un lato soltanto, così da esprimere l’incompletezza della sua appartenenza a Dio. Tale accostamento era dovuto alle connivenze idolatre con gente pagana mediante matrimoni, società d’affari e altre relazioni spiritualmente compromettenti. L’esempio calza anche per noi oggi, che proclamiamo la nostra appartenenza a Cristo, raccontando talora con passione di essere stati nel forno della prova, di aver vissuto persecuzioni per la causa dell’Evangelo. Tutto ciò mentre dall’altro lato sposiamo i costumi di un mondo che rinnega il Signore. La mondanità può nascondersi agli occhi umani con varie argomentazioni e scusanti, perché spesso conserva una facciata di spiritualità e apparenze di santità. Essa però è presto svelata dalle contraddizioni di una fede cristiana vissuta a metà, dove tutto quel che pensiamo di aver dato al Signore della nostra vita è parziale: il tempo, le energie, i sentimenti. In sostanza il cuore stesso.
Chi di noi appetirebbe una focaccia mezza cruda? Se non piace a noi, dovrebbe piacere a Cristo? Consacriamoci pienamente a Colui che ci ha chiamato a far parte del popolo dei riscattati, riscoprendo noi per primi il privilegio, il gusto di vivere la sua volontà in ogni aspetto, nella vita intima come in quella familiare e sociale.
Buona settimana con il Signore
Alessandro Cravana







