Mercoledì 24 dicembre 2025
Perciò l’Eterno Iddio mandò via l’uomo dal giardino di Eden, perché lavorasse la terra dalla quale era stato tratto [Genesi 3:23]
NOSTALGIA DI PARADISO
Questa immagine descrive quel che accadde all’uomo dopo aver peccato: fu cacciato dal giardino di Eden, dove Dio lo aveva posto e dove era stato per lungo tempo felice con Lui. Quale sofferenza deve aver provato Adamo quando venne cacciato!
Questo brano rende ragione di quel senso di nostalgia profonda che alberga nel cuore di tutti noi, discendenti di Adamo. Esso costituisce una corposa traccia di quell’anelito ancestrale che ci spinge a protenderci verso qualcosa di elevato, seppure non sappiamo definirlo adeguatamente. Un noto scrittore del secolo scorso, Antoine de Saint-Exupery, scriveva: “Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini per tagliare legna, dividere i compiti e impartire ordini, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito”.
Dio ha fatto questo dentro di noi: ha posto nel nostro cuore il pensiero dell’eternità che, come un’ancora, ci aggancia e ci attira a Lui, a quello che è stato e che dovrebbe essere. Non resistiamo al Suo richiamo, non limitiamoci a rituali religiosi, ma lasciamoci attrarre da Colui che vuole ricondurci alla Sua presenza per essere finalmente felici.







