Lo yoga

Presentato quale forma di ginnastica alternativa e tecnica di rilassamento mentale, lo yoga è praticato negli ambienti sportivi, proposto in quelli sanitari e scolastici, a partire dalla più tenera età.  

Dinanzi a tanta diffusione, occorre accertare se lo yoga sia soltanto un tonificante psicofisico, limitato al riequilibrio dell’organismo e se sia conciliabile con la fede in Cristo.

 

LE ORIGINI E LA NATURA RELIGIOSA

Lo Yoga non è un movimento unitario, ma un antichissimo complesso di scuole di pensiero che inglobano diverse forme, metodi e dottrine: l’Hatha yoga (fisico), il Bhakti (yoga della devozione), lo Jnana (yoga della conoscenza), il Karma yoga (dell’azione), il Dhyana yoga (della meditazione), il Mantra yoga (delle formule o mantra), il Raja yoga (regale, mentale). 

L’Hatha yoga si origina nell’antica filosofia indiana: alcuni princìpi Indù e Buddisti affermano che si può dare riposo al corpo e all’anima regolando il dispendio delle energie fisiche e psichiche.

Assumendo certe posizioni corporali che ammorbidiscono i muscoli di contrazione ed i nervi, si rallenta la pressione sanguigna, il battito cardiaco e l’espirazione. In sostanza, si crede che mediante esercizi respiratori si reca riposo al corpo, ottenendo anche il riposo dallo stress e dalle ansietà. 

Il Mantra yoga pone tecniche basate sulla ripetizione dei “mantra”, ad alta e bassa voce. Queste cantilene senza un chiaro significato, come la sillaba “OM”, con le loro vibrazioni condurrebbero a identificarsi con le primitive forze cosmiche rappresentate in tali formule. 

Queste forme hanno attecchito in taluni ambiti cristiani; fra i sostenitori, il più noto è il monaco cattolico Jean Marie Dechanét, autore di vari libri sul così detto “yoga-cristiano”. 

È però indicativo che proprio i credenti indiani rifiutano ogni combinazione di yoga e cristianesimo.

In effetti, la Bibbia insegna esattamente il processo inverso, ovvero che occorre innanzitutto fondarsi sul ristoro spirituale per la salute dell’essere umano (Prov. 17:22; 18:14). 

Al di là delle particolari posture corporali, lo yoga è un esercizio di raccoglimento e meditazione alla ricerca di forme di elevazione ed estraneazione dal corpo. 

Persegue un’auto emancipazione interiore tramite il dominio sul corpo e lo sviluppo della mente. Mantenendo più aria nel corpo, si mira ad allungare la vita. 

È significativa l’affermazione di un maestro yogi: “Svincolando la nostra vera personalità da quella apparente, ci creiamo una personalità immortale”.

L’idea di una redenzione “da sé” è contraria alla dottrina biblica, che dichiara l’insanabile corruzione del cuore umano, senza possibilità di auto-riscatto dalla natura mortale attraverso esercizi fisici e sforzi interiori (Ger. 17:9; I Tim. 4:6-10). 

Per ritrovare l’armonia con il proprio essere, l’uomo non deve limitare le attività polmonari e cerebrali, ma lasciare Cristo vivificare lo spirito e risvegliare l’anima a un sano rapporto con Dio (Rom. 7:23-25; 8:12-13). 

 

L’IMPLICAZIONE OCCULTISTA

Il termine “Yoga”, proviene dalla lingua classica dei testi sacri dell’India (il Sanscrito) e significa: “Congiungere, Legare, Unire, Attaccare”. Il sostantivo Yugà indica il giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all’aratro. 

La disciplina è stata sviluppata da vari maestri indù, che miravano tutti allo stesso grande obiettivo, racchiuso proprio nel termine “Yoga”, cioè “aggiogare, congiungere, dominare”. 

In tale prospettiva, bisogna accrescere il potere della propria mente per giungere al totale controllo delle forze della natura mortale. Tuttavia, non ci si riferisce soltanto all’armonia fra mente e corpo, che è appena la fase preparatoria, ma all’unione dell’individuo con l’universale essere Divino identificato con l’energia cosmica.

Un maestro yogi dichiara: “Potenziando la mente ci identifichiamo col pensiero universale...”. 

I filosofi indù affermano che praticando lo yoga si possono ricevere poteri sovrumani, come “il vedere, l’udire e l’agire a distanza, la trasmissione del pensiero …” e perfino “la facoltà di rendere invisibile il corpo o non soggetto alle leggi di gravità”. 

L’Evangelo insegna che la comunione con il Signore, basata sulla meditazione della Bibbia e sulla preghiera, è intima e profonda, ma in essa Dio e l’uomo restano due esseri assolutamente distinti (Giov. 17:21-24). 

L’autocontrollo, quindi una certa padronanza dello spirito sugli impulsi dei sensi, è il frutto della dimora dello Spirito Santo nel credente (Gal. 5:19-25). 

Tuttavia, la liberazione dalle limitazioni naturali, fisiche e mentali, si realizzerà nella gloria celeste (I Cor. 13:12; I Pie. 5:10; I Giov. 3:2).

 

L’INGANNO DIABOLICO

La forma inizialmente presentata è quasi sempre lo Hatha-Yoga o “yoga fisico”, cioè il primo livello, che consiste in una ricerca del dominio del fiato. 

Un secondo aspetto correlato consiste in pratiche di estraneazione mentale per controllare, insieme a quello circolatorio, il sistema nervoso. La distensione interiore viene ricercata fissando il proprio pensiero su tutte le parti del corpo, partendo dalla punta dei piedi e salendo fino alla testa, per rilassarle con l’immaginazione e giungere a non sentirle più.

Alcuni praticanti parlano di grandi sforzi per trattenere il respiro il più a lungo possibile, fermandosi soltanto sulla soglia dello svenimento, e in questa condizione liberare le facoltà di immaginazione. 

La Bibbia mette in guardia su un’apertura alle sfere spirituali per esaltare la propria umanità, dinanzi a promesse di conoscenze e stati superiori, di emancipazione e dominio, che illudono l’uomo di potere potenziare o perfino divinizzare le proprie facoltà (Gal. 5:1; II Cor. 10:3-5). 

La Scrittura rivela come esse sono lo stesso antico e ricorrente tranello dietro cui è in agguato la più dura schiavitù satanica (Gen. 3:4-5; Efes. 2:2-3).

La meditazione yoga induce ad aprirsi al mondo spirituale in un processo che rende inermi dinanzi alle influenze di invisibili “dominatori spirituali” ribelli a Dio.

NOTA: il Training Autogeno è una forma di esercizio yoga, fondata da Johannes Schulz, che pone l’accento sul rilassamento. Nell’ambito sanitario è spesso proposta a chi soffre di turbe psichiche, di depressione e alle partorienti, persuase di poter quasi evitare il dolore con questa tecnica.

In realtà, tale così detta immersione in sé stessi non è altro che una forma di auto-ipnosi, per raggiungere uno stato simile al sonno, in cui ci può essere assenza di ogni sensazione.

Appare evidente che si vuole causare una condizione di debolezza psicofisica e di distrazione mentale, per rendere più vulnerabili e quindi esposti ad ogni condizionamento spirituale.

Dall’immobilità fisica si passa alla passività interiore, mentre qualcos’altro circuisce la persona. 

La coscienza dell’individuo, senza il suo assetto vigile, è come il soldato che ha deposto l’armatura.

In tale stato, privo di filtri e anticorpi, si possono subire progressive alterazioni della percezione del dolore e della gioia, ma anche del senso del bene e del male, della vita e della morte (Efes. 6:11-12). 

Esperienze iniziali di leggerezza nelle articolazioni fisiche e un senso di sollievo dalle preoccupazioni spingono gli allievi ad inoltrarsi nelle dottrine yoga, secondo cui l’uomo non è l’immagine di Dio danneggiata dal peccato, ma è Dio stesso. 

Vi sono tanti modi per rilassarsi e varie forme di ginnastica che possono giovare alla salute molto più di tante tecniche ambigue, spesso affascinanti per il solo fatto di essere “orientali”.

Pratichiamo queste, tenendo presente la distinzione di ruolo fra esercizio fisico ed edificazione spirituale, sapendo che la vittoria su ogni illusione e malessere emotivo si ha soltanto prendendo il giogo di Cristo, aprendosi al Regno di Dio nella fede in Lui (Mat. 11:28-30; II Cor. 6:14). 

                                                                                                                                                                                                                                                                                     

Alessandro Cravana

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